Breve storia

Il tempio canoviano

Il Tempio Canoviano di Possagno è costruito su un’altura soleggiata, ai piedi del Col Draga e presso la valle di San Rocco, a circa 330 metri sul livello del mare, di fronte alla Casa natale dell’artista.

Lo si vede da lontano per chi arriva da est (Pederobba), da sud  (Vallorgana) e da ovest (Fietta).

 Poggia su tre ampie gradinate di diversa pendenza e su un vasto acciottolato di “cógoli” raccolti sul Piave e disposti in artistiche forme geometriche (progetto di Giuseppe Segusini, 1850).

Osservando il Tempio dall’esterno  si possono distinguere tre elementi architettonici, l’uno inserito nell’altro, come fossero parti armoniche di un’ideale successione: il colonnato, che richiama il Partenone di Atene; il corpo centrale, simile al Pantheon di Roma; l’abside dell’altare maggiore, elevata di sei gradini rispetto agli altri due elementi, a significare la cattedrale cristiana.

Le tre parti possono essere considerate i simboli di tre età della Storia: la civiltà greca, la cultura romana e infine la grandezza cristiana, compimento ultimo e salvifico della Storia di ogni singolo uomo e di tutto l’Universo, che trova il suo significato profondo nel mistero della Trinità, raffigurata nella pala dell’altare maggiore  di Canova e nell’affresco nell’arcata del presbiterio di Giovanni De Min.

Il Tempio è dedicato alla Trinità (ricordata nel frontone con la scritta in latino DEO OPT MAX UNI AC TRINO: a Dio Ottimo e Massimo, Uno e Trino) e l’Artista lo ha voluto come chiesa parrocchiale del suo paese, come dono alla Religione cattolica; sostituisce la precedente chiesa, risalente al Mille, abbattuta non appena fu ultimato il Tempio. 

L'interno del tempio

Le opere d'arte

Il Tempio Canoviano di Possagno è un vero e proprio scrigno di opere d’arte, alcune furono realizzate da Antonio Canova stesso, altre sono di “scuola” canoviana.

"Antonio Canova non conobbe passioni, non inseguì i piaceri della vita, non apprezzò le ricchezze concedendosi per solo lusso di innalzare nel suo piccolo villaggio una superba mole che tutti indicano come il Tempio Canoviano, ma che egli voleva fosse soltanto la chiesa di Dio nel suo paese. Malgrado la sua modesta intenzione, ogni angolo del tempio parla di lui" (Muñoz)

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