L’interno del Tempio

La cupola

La volta della cupola semisferica poggia su una graziosa cornice con fregi dorati ed è decorata da lacunari, in sette file orizzontali concentriche; ogni cassettone, al centro, ha un rosone di legno dorato, opera di intaglio di quattordici diverse forme. “Dal centro della cupola poi discende la luce, che si espande dall’alto con temperamento assai vago. Vi fa specchio il bel pavimento interno commesso prima a compartimenti di pietre bianche e rosse, e poi, esattamente sotto l’occhio della luce stessa, con ordine circolare di marmi in più colori inframmessi e ad opera minuta”.

Elementi dell’interno

Sopra l’architrave del portone, è collocata la lapide che ricorda la conclusione e la consacrazione del Tempio la prima domenica di maggio del 1832.

Gli altari laterali

La pietà

Le mètope

La Pala dell’altare maggiore

Nell’abside dell’altare maggiore domina la pala di Antonio Canova dedicata alla Deposizione di Cristo e alla Trinità. Solenne è le figure del Padre, con le braccia aperte, da cui discende, tra il tripudio delle schiere angeliche, lo Spirito Santo che congiunge il cielo alla terra nel supremo atto della salvezza. La Madonna al centro e con le braccia spalancate è la protagonista del mistero isolabile dell’incarnazione. L’ampio dipinto era stato inizialmente era inizialmente stato progettato per essere collocato nella vecchia chiesa del paese. È significativa per il paese natale la dedica e la firma della tela posta frontalmente al centro della base: “In segno di attaccamento per la patria – Antonio Canova dipingeva – Possagno 1799”. Canova dimostra in quest’opera di sapersi dedicare con notevole talento anche alla pittura, nonostante le diverse e insistenti stroncature di chi considerò Canova solo un bravo scultore; si dice infine che i personaggi della pala abbiano avuto come modelli alcuni compaesani dell’artista. Ai lati del ciborio, si trovano due angeli della scuola dei Torretti, maestri di Canova.

Le sacrestie 

La tomba di Antonio Canova

Proseguendo, si incontra il nicchione con il sarcofago che raccoglie le spoglie di Antonio Canova, a destra, e del fratellastro Giovanni Battista Sartori, a sinistra. Nel poderoso piedistallo sono scolpiti gli stemmi dei due fratelli: pastorale e mitria in quello del vescovo, un serpente e una lira in quello di Antonio Canova, in ricordo della prima opera eseguita dal Giovanissimo Canova su commissione del nobile veneziano Giovanni Falier: Orfeo e Euridice. Davanti agli stemmi sono collocati i busti in marmo dei due fratelli.

L’autoritratto di Canova

Gli affreschi degli apostoli